Oggi vorrei parlare dei semafori.
(lo so, scelgo sempre argomenti interessanti)
Ogni mattina per andare a lavoro percorro una strada, denominata Circonvallazione Gianicolense.
Sarà un tratto di circa due chilometri.
E ci sono 13 semafori.
Sì sì, 13.
Vuol dire un semaforo ogni 153 metri (circa).
Vuol dire che quando ti fermi ad un semaforo vedi già il semaforo successivo.
Ovviamente lo vedi verde.
Peccato che mentre ti avvicini all'incrocio diventi rosso.
E così via, per tutti e 13 gli amici tricolore.
Ché se becco l'onda rossa ci posso mettere anche 25 minuti per fare due chilometri.
Mi faccio certe sedute di semaforo rosso..che d'inverno mi vengono le stalattiti sotto al naso, d'estate un'abbronzatura da muratore che i muratori stessi mi invidiano assai.
Che poi perchè si dice "è giallo"? Io l'ho sempre vista arancione quella luce..mah.
La cosa carina è che, essendo io fissata col guardare dentro le macchine altrui, vedo di tutto.
Chi si trucca, chi sgrida i figli, chi si scaccola, chi alle otto sta già fumando la sua decima sigaretta (li vedi dalla faccia).
E quelli che ancora dormono.
Questi, combinati col funzionamento dei semafori, creano un mix letale.
Per il frantumamento delle mie palle.
(Tutta questa menata sui semafori per non parlare di ciò che mi preoccupa e mi perplime in questo momento, che sennò dovrei cambiare il titolo del blog in "pensieri lamentosi")